Prata di Pordenone 17 luglio 2020
Comunicazione inviata a De Stefani Romeo, De Stefani Renato e per conoscenza Breda Valentina e Breda in generis.
Per una questione etica e di giustizia, mi sento di riportare, in sintesi per quanto possibile, i fatti reali che hanno creato l’ignobile situazione che riguarda il ratto dei beni della mia famiglia. Credo siate perfettamente a conoscenza che cio’ che è accaduto è stato manipolato e per quanto legale di diritto a vostro pro, umanamente per me è stato un atto immorale e vile.
La questione economica a garanzia del mantenimento di vostra zia Catterina non ha nulla a che vedere con gli affetti “depredati” di proprietà della mia famiglia: sia per quanto riguarda il modesto ma importante immobile dei Villanova/Lucchetta, sia per i capitali e le proprietá di mio fratello Bruno. Beni che ad oggi, anche se in qualche modo, integrati nell’eredità di Mario con la giustifica dell’assistenzialismo, erano e sono di spettanza diretta e di diritto a tutti i fratelli viventi di Bruno, in conseguenza alla sua morte. Tutto ciò comprovato da un’inesistente testamento di Bruno, con il quale avevo un perfetto rapporto affettivo. A tal proposito c’è anche la testimonianza di mio fratello Mario che all’epoca del decesso di Bruno mi confermava la totale assenza di qualsiasi documento testamentario o uno scritto delle volontà, di Bruno.
Si evince che c’è stato un silenzioso e voluto piano di scadenza del diritto di eredità, poiché i beni di proprietà di Bruno sono stati trattenuti in anonimato e mai ripartiti equamente con gli eredi naturali Mario, Giuseppe, Giovanni e Dosolina.

Noi fratelli, a differenza di altre famiglie nel mondo, ci siamo sempre onorati e rispettati; anche in quella triste circostanza e pertanto ben si sapeva e si è sempre saputo, che gli accordi si basavano sull’accettazione e riconoscimento da parte dei fratelli Lucchetta del diritto prioritario di eredità verso Mario Lucchetta, con quell’unico e semplice impegno da parte dello stesso, che all’atto del suo testamento avrebbe preservato e mantenuto la proprietà in seno alla famiglia di origine Villanova/Lucchetta sia per accordo, per volontà, che per rispetto verso i suoi genitori che verso i propri fratelli Giovanni, Giuseppe e Dosolina.
Di questo accordo Catterina Breda ne è perfettamente a conoscenza e alla morte del marito Mario, proprio la sottoscritta Dosolina Lucchetta ha insistito al fine che fosse mantenuto tale impegno. La risposta verso la Famiglia Lucchetta è stata deliberatamente inascoltata e non rispettata. Inoltre nei miei confronti c’è stata una forte reazione di negazione da parte di vostra zia Catterina Breda, che in quella speciale circostanza si è espressa con queste cupide parole: “adesso qua è tutto mio e non devo rendere conto a nessuno”, rifiutandosi di farmi leggere il testamento autografo di mio fratello Mario.
A questo punto credo sia obbligatoria una breve cronistoria degli eventi che hanno portato a questo inatteso e indecoroso epilogo. Una storia, quella della mia famiglia, basata su accordi onesti e onorevoli, tra persone rispettose e generose, affini e collaborative, amanti delle proprie tradizioni e dei propri affetti, fino alla fine della loro vita e oltre. Una storia che oggi parla di capitali spariti e spartiti e di affetti calpestati: quelli della famiglia Villanova Candida e Lucchetta Mosé e dei loro figli. Una storia di eredità plagiata e gestita con brama, sfruttando una situazione di malattia, di fiducia e di ingenuità. Di fatto tutti i capitali della mia famiglia Villanova/Lucchetta sono stati convogliati verso il circolo Breda/De Stefani, consapevoli che queste due famiglie nulla hanno a che vedere con la mia famiglia di origine, a parte gli aiuti ottenuti dai De Stefani dalla mia famiglia Lucchetta, in un periodo di loro difficoltà finanziaria, ovviamente senza ringraziamento adeguato.
IN SINTESI:
Alla morte di mio padre Lucchetta Mosè, nei mesi successivi viene indetta una riunione familiare voluta da mia madre Villanova Candida or vedova. Da tale riunione ne scaturiva una richiesta della stessa di far rinuncia dei beni economici da parte di tutti i figli Giovanni, Giuseppe e Dosolina; beni di famiglia da far confluire verso il fratello Mario, senza nulla pretendere (comprese le mie buste paga inviate in famiglia dalla Svizzera dove lavoravo da qualche anno come stiratrice). Tale richiesta parte dal fatto che la situazione finanziaria di Mario chiede tale accettazione, avvallata dalla madre Candida, poichè si sarebbe fatto carico della madre Candida e del fratello Bruno (che comunque erano tutti in perfetta salute e in attività lavorativa) in previsione del futuro.
L’integrità, i buoni rapporti familiari e l’obbedienza alla richiesta di mia madre fanno accettare la proposta ai figli Giovanni (che era in Francia), Giuseppe (che era a Torino) e a Dosolina (che era in Svizzera). I tre fratelli accettano ad una sola condizione: che a prescindere dal valore dell’eredità, il fratello Mario avrebbe rispettato nel suo volere testamentario che la casa di origine, rimanesse sempre e comunque di proprietà dei Fratelli Lucchetta e successivi loro eredi. Questo l’unico vincolo che doveva essere mantenuto e riportato nel testamento di Mario.

La Madonna che irradia bontà e giustizia ai buoni di cuore: “Troveranno pace solo coloro che riconosceranno le proprie colpe ”
Mio fratello Mario troppo fiducioso dei nipoti di altra stirpe non ha tenuto conto di questo importante dettaglio e peggio ancora la di lui consorte, priva di qualsiasi riconoscenza e scrupolo, ha vanificato l’accordo, consapevole che mio fratello Mario ha redatto il testamento poco prima della sua morte in uno stato si effettiva sofferenza, considerata l’importante operazione chirurgica che ha coinvolto la sua circolazione sanguigna (da cui il conseguente decesso).
Alla morte di mio fratello Mario tutto è scomparso nel nulla. Nessuna comunicazione riguardo il testamento. Nessuna comunicazione per avvisare le ultime volontà. Massima negazione su tutto.
Solo per scoprire più tardi che mio fratello Mario lascia alla sua pavida moglie tutti i beni. Compresi quelli di mio fratello Bruno, del quale non c’è testamento ne tantomeno disposizioni.
In definitiva per tutelarsi e garantirsi una lunga sopravvivenza, poi in casa di riposo, Breda Catterina baratta tutti i beni materiali e gli affetti dei Lucchetta ai nipoti De Stefani e Breda, dopo paziente attesa che ciò avvenisse. A voi unici beneficiari dico che questa eredità non sarà mai vostra agli occhi dei Lucchetta, tantomeno agli occhi di mia madre Candida che ben aveva espresso il suo desiderio. Ora sapete che avete ottenuto solo burocraticamente tutti i beni dei fratelli Lucchetta e dei loro figli, ma che io considero un atto “predatorio” contro la volontà della mia Famiglia Lucchetta, di mia madre Candida e dei miei fratelli.
Pertanto per quanto intestatari non sarete mai i veri proprietari degli affetti della mia Famiglia che sarà sempre presente in ogni vostra azione, responsabilmente per accettazione e per cupidigia.
Queste vostre azioni sconsiderate e quelle di vostra zia, hanno annullato l’accesso totale alla casa, ai ricordi, agli affetti, privando la presenza fisica della mia famiglia nativa e la possibilità di accesso ai figli miei e a quelli dei miei fratelli. Questo è un grave tradimento umano che vi porterà conseguenze. Questo vi garantisco.
Concludo in totale presenza emotiva e mentale augurando che Dio vi riconosca quanto vi meritate e anche di più.
Lucchetta Dosolina, figlia di Candida Villanova e Mosè Lucchetta.
Sorella di Giovanni, Giuseppe, Bruno e Mario Lucchetta.
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I fratelli Lucchetta Giovanni, Giuseppe, Bruno, Mario, Dosolina e la loro amata madre Candida
”Queste vostre manovre sconsiderate e quelle di vostra zia, hanno annullato l’accesso totale alla casa, ai ricordi, agli affetti, privando la presenza fisica della mia famiglia nativa e la possibilità di accesso ai figli miei e a quelli dei miei fratelli.




















