
Mario Lucchetta sul cortile della casa in via Bareteri con la moglie Catterina Breda in Lucchetta.
Mario è il penultimo dei figli di Candida Villanova. Con i suoi fratelli ha vissuto in via Bareteri per molti anni e con loro ha poi lavorato a Torino prima nei cantieri stradali poi a far consegne con il moto-carro per la ditta Bertone e Bertino. Mario come tutti i suoi fratelli ha contribuito alla sussistenza dei genitori che vivevano a Sernaglia, inviando parte dei soldi guadagnati. Erano anni di sacrifici e di opportunità.
Con i soldi risparmiati i fratelli Lucchetta aprono l’attività per l’allevamento di polli a Sernaglia. Inizialmente l’idea era quella di aprire un’attività di rivendita carta decorata e da imballo, ma Bruno non era d’accordo, perché non se la sentiva di andare a proporre la vendita di quel prodotto direttamente ai clienti. Così in totale accordo tutti i risparmi dei fratelli Lucchetta sono stati investiti nel capannone per allevamento dei polli. Giuseppe (socio) rimane a Torino. Bruno e Mario mandano avanti l’attività intrapresa.
Mario a Sernaglia è il coordinatore commerciale e Bruno un lavoratore instancabile. A quel tempo aiutano anche il cugino Federico Villanova (figlio di Giovanni) poichè non perfettamente “allineato mentalmente” e lo impegnano nel lavoro al capannone. Mario è carismatico, determinato e generoso. Socialmente una persona di spessore e amato dalle persone che lo conoscono. L’aspetto burbero non ha niente a che vedere con la sua bontà d’animo. Dove vede ingiustizia o disagio, cerca sempre di porre rimedio e di aiutare fattivamente, soprattutto il fratello Bruno fino alla sua morte. Ricco di valori umani, Mario è una persona integra e sincera.
Purtroppo a tarda età, per problemi di salute alla circolazione, perde il controllo mentale della situazione familiare e dei connessi accordi con i suoi fratelli. Un’importante operazione per un aneurisma lo salva momentaneamente, peggiorando però le sue capacità di controllo e decisione. Le due giugulari al collo che portano sangue al cervello sono gravemente ostruite e nella vana attesa di un miglioramento e conseguente operazione, viene invitato a stilare un testamento non propriamente regolare. La stesura è ovviamente pilotata a beneficio totale della moglie e viene da lui firmata con semplice dichiarazione tremolante “lascio tutto a mia moglie Catterina Breda”. Questo qualche settimana prima di morire. Tale plagio avviene a totale insaputa dei suoi fratelli, contravvenendo e disonorando tutti gli impegni accordati e prestabiliti con loro. Con tale decisione viene distrutta tutta la contrada dei Villanova-Lucchetta, luogo sacro per i Lucchetta e in memoria delle volontà di Candida Villanova. A questo abuso qualcuno porrà rimedio, poichè Mario non era persona che tradiva la parola data.

La casa di Candida Villanova e Mosé Lucchetta dove Mario é vissuto tutta la vita con il fratello Bruno: alla sua morte nell’atto testamentario doveva lasciare la casa e i terreni alla dinastia Lucchetta come volere e disposizioni di sua madre Candida. Alla fine dei suoi giorni, confuso dalla malattia e plagiato, ha lasciato tutto alla moglie Catterina, la quale aveva solo diritto al “domicilium coniugis superstitis”, tantomeno il diritto di eredità dei beni e capitali di Bruno Lucchetta.
”Mario, traviato, non hai potuto mantenere la parola data a tua madre e onorare gli impegni accordati con i tuoi fratelli di sangue.


