Giovanni Lucchetta, capo cantiere in un’impresa edile, in Francia (Evian), fa costruire una casa su un terreno della famiglia Lucchetta (tra il 1962 e il 1964), con il proposito di ritornare a Sernaglia per le vacanze, da trascorrere insieme ai suoi fratelli. A tarda età Giovanni veniva spesso nella sua terra natia per stare con i suoi cari: erano bei tempi di ritrovo e di tavolate sul cortile della vicina casa materna, insieme ai suoi amati fratelli. Anguria il pomeriggio, passeggiate per i campi, visita al capannone. Forse l’intento era anche di rientrare definitivamente in Italia, ma i figli ormai sposati e accasati in Francia l’hanno fatto desistere. Alla sua morte la casa è stata poi venduta ad una famiglia che l’ha migliorata molto.
Giovanni nella sua casa vacanze è sempre accompaganto da amici, mentre a tarda età è suo figlio Gabriele ad accudirlo e a prendersi cura di lui.


La casa di Giovanni Lucchetta, viene concessa per anni, ad uso gratuito, alla famiglia De Stefani che versava in difficoltà economica. Intermediario Mario Lucchetta che chiede un aiuto per conto del cognato. La casa nuova di zecca è stata poi riconsegnata in condizioni pessime e di pietoso squallore. La figlia di Giovanni ricorda ancora la stanza della “magliaia” in totale disordine e ovunque regnava cattivo odore, macchie e sporcizia. I ringraziamenti per tanta generosità è stato pari a zero. A rafforzare questo schifo, sono anche gli eventi che hanno portato ad una conclusione inaspettata e oscena: quella dei beni trafugati ai F.lli Lucchetta. Ad oggi tutti i viventi, Dosolina e gli eredi Lucchetta/Telan, sono letteralmente scandalizzati da tanto opportunismo e sfacciataggine.

I terreni agricoli ed edificabili, di proprietà dei F.lli Lucchetta, sono ora spartiti nelle avide grinfie di gente affamata e non facente parte in nessun modo della famiglia Lucchetta/Villanova.
”Intendimento di Giovanni era di lasciare la casa materna ai suoi fratelli di sangue, come accordi e disposizioni di sua madre Candida, diversamente da come ha fatto suo fratello Mario, ingiustamente plagiato.


