Proprio in questo contesto riportiamo, in sintesi, i fatti che hanno creato l’ignobile situazione che riguarda il ratto dei beni della mia famiglia. Cio’ che è accaduto è stato manipolato e per quanto legale di diritto, umanamente per me è stato un atto immorale e vile. La questione economica non ha nulla a che vedere con gli affetti “depredati” di proprietà della mia famiglia: sia per quanto riguarda il modesto ma importante immobile dei Villanova/Lucchetta, sia per i capitali e le proprietà di mio fratello Bruno. Beni che ad oggi, anche se in qualche modo, integrati nell’eredità di Mario, con la giustifica dell’assistenzialismo, erano e sono di spettanza diretta e di diritto a tutti i fratelli viventi di Bruno, in conseguenza alla sua morte. Tutto ciò comprovato da un’inesistente testamento di Bruno, con il quale avevo un perfetto rapporto affettivo. A tal proposito c’è anche la testimonianza di mio fratello Mario che mi confermava la totale assenza di qualsiasi documento testamentario o uno scritto delle volontà, di Bruno.  Si evince che c’è stato un silenzioso e voluto piano di scadenza del diritto di eredità, poiché i beni di proprietà di Bruno sono stati trattenuti in anonimato e mai ripartiti equamente con gli eredi naturali Giovanni, Mario, Giuseppe e Dosolina.

Noi fratelli Lucchetta, a differenza di altre famiglie di Sernaglia della Battaglia, ci siamo sempre distinti per onore e rispetto verso tutti; anche in quella triste circostanza e pertanto ben si sapeva e si è sempre saputo, che gli accordi si basavano sull’accettazione e riconoscimento da parte dei fratelli Lucchetta del diritto prioritario di eredità verso Mario Lucchetta, con quell’unico e semplice impegno da parte dello stesso, che all’atto del suo testamento avrebbe preservato e mantenuto la proprietà in seno alla famiglia di origine Villanova/Lucchetta sia per accordo, per volontà, che per rispetto verso i suoi genitori Candida e Mosè, sia verso i propri fratelli Giovanni, Giuseppe e Dosolina. Di questo accordo ne erano a conoscenza tutti e alla morte di Mario, proprio la sottoscritta Dosolina Lucchetta ha insistito al fine che fosse mantenuto tale impegno.

Dosolina Lucchetta

... inoltre, c'è stato un silenzioso piano di scadenza del diritto di eredità, poiché tutti i beni di proprietà di Bruno sono stati trattenuti in anonimato e mai ripartiti equamente tra gli eredi naturali Giovanni, Mario, Giuseppe e Dosolina Lucchetta.

Una corsa contro il tempo, con accordi trasversali a garanzia di un mantenimento in vita “eterna”, nell’angosciosa speranza di non incontrare ostacoli per poi giungere all’inevitabile conclusione, povera, misera e squallida.