Bruno Lucchetta, celibe: era suo intendimento, di lasciare la casa e le sue proprietà ai suoi F.lli Lucchetta come accordi e disposizioni di sua madre Candida.

Alla sua morte senza testamento e senza volontá, era suo intendimento, di lasciare la casa e le sue proprietà ai suoi F.lli Lucchetta Mario, Giuseppe, Giovanni e Dosolina, come accordi e disposizioni di sua madre Candida, diversamente da come ha fatto suo fratello Mario, che alla fine dei suoi giorni, confuso dalla malattia e plagiato, ha lasciato tutto alla moglie Catterina, la quale aveva solo diritto al “domicilium coniugis superstitis”, senza diritto di eredità dei beni e dei capitali di Bruno Lucchetta. Un grave refuso notarile da indagare.

La casa di Candida Villanova e Mosé Lucchetta dove Bruno é vissuto per molti anni con Mario e sua madre Candida: alla sua morte senza testamento e senza volontá, era suo intendimento, donare la casa, i suoi risparmi, i suoi terreni e le sue proprietà immobiliari, SOLO ai suoi F.lli Lucchetta come accordi e disposizioni di sua madre Candida.

 

CIO’ PREMESSO, NEI CONFRONTI DI BRUNO LUCCHETTA C’E’ UN’EVIDENTE “APPROPRIAZIONE INDEBITA”, CHE QUI APPROFONDIREMO:

Commette il delitto di appropriazione indebita chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso (art. 646 c.p.).

LA LEGGE > IL REATO

 

Intendimento di Bruno era di lasciare la casa e le sue proprietà ai suoi fratelli di sangue, come accordi e disposizioni di sua madre Candida, diversamente da come ha fatto suo fratello Mario, sicuramente plagiato.