Brutti satanassi. Avete venduto la casa di mio marito ai negri? La casa di proprietà di vostro zio Mario e dei suoi fratelli. La casa dove ho trascorso una vita intera. Come avete potuto agire in un modo cosi vile ed indiscriminato. Avete fatto promesse, chiesto a me e a vostro zio Mario, la possibilità di avere per il futuro una casa per poi venire ad abitare a Sernaglia con la famiglia, tu Renato, proprio tu, ruffiano avido. Tu nipote furbo e strategico. Quella mia e di Mario è stata una fiducia mal riposta, perchè chi tradisce le promesse, rinnega gli intenti, brama il possesso e la miseria. Sappiate, tu e tuo fratello, che non avrei mai permesso di vendere la casa di mio marito Mario, che tanto ha fatto per voi, bisognosi e ruffiani, lupi travestiti da pecore belanti. Siete una grande delusione e tutto vi sarà tolto, affaristi da quattro soldi. Avete trasformato il cortile dei Lucchetta/Villanova in un ghetto di meticci disordinati e trafficanti. Noi ci siamo fidati delle vostre parole, delle vostre promesse e tanto ci siamo raccomandati di mantenere in vita la casa dei Lucchetta/Villanova. Per questo vi rinnego nell’anima e per l’etenità, perchè siete avidi e spietati. Avete spazzolato tutti i nostri averi, dalla posta, dalla banca e dalla cassaforte. E’ stato come un furto impastato di false promesse. Avete avuto gioco facile, crudelmente consapevoli che avreste fatto soffrire tutti gli altri miei nipoti, diretti eredi di sangue Lucchetta/Villanova. Siete il peggio del peggio. D’altra parte con mia sorella come guida non potevate essere al basso livello che siete. Mia sorella, vostra madre, che ha ingannato anche me. Che si è appropriata di tutto. Mi rendo conto solo ora di aver sbagliato.
E mi rivolgo ai miei parenti Lucchetta/Villanova. Perdonatemi per quello che ho fatto e per aver convinto mio marito Mario. Voi cari cognati mi avete sempre trattata con dignità e affetto. Perdonatemi se potete. vs. Catterina Breda
I fratelli Lucchetta Giovanni, Giuseppe, Mario, Dosolina, Bruno e la loro madre Candida
”Perdonatemi cognati cari per quello che ho fatto. Voi mi avete sempre trattata con dignità. Perdonatemi se potete. Vs. Catterina Breda








