Giustina Villanova. Un’icona di elegante presenza, sempre cordiale e con una voce vibrante e penetrante.  Nata a Sernaglia il 09/10/1908 e ivi deceduta il 04/03/1996

 

Giustina Villanova è prima cugina dei fratelli Candida e Giovanni Villanova. Abitava nella parte di casa attaccata a quella di Giovanni, divisa da una semplice rete metallica nascosta da una elegante siepe di biancospino.

Il suo stralcio di casa era di tre piani con un giardino stretto e lungo che arrivava fino alla strada. Giustina l’aveva impostato in modo simmetrico: al centro una lunga stradina di percorrenza delineata con due muretti paralleli bassi sovrastati da una struttura metallica di bella fattura.

Praticamente un corridoio protetto lateralmente da una rete metallica a trama incrociata di colore verde. A completare il giardino c’erano due aree erbose con vari cespugli in tutta lunghezza. Un’entrata a tunnel aperto, che trasmetteva importanza.  Nel lato destro c’era ancora prato verde.

Dietro un marciapiede a confine separato da un cancello di legno. D quel cancello entravi nel cortile della famiglia Lucchetta o direttamente dalla cugina Candida. Le finestre dietro erano tutte rivolte sul grande cortile.

La facciata della casa della Giustina invece trasmetteva ordine e simil-lusso, confrontandola con le altre del circondario.  Nata a Sernaglia della Battaglia, Giustina era una presenza viva nella contrada. Non sposata gestiva la sua vita con rigoroso ordine e pulizia. Aveva una nipote preferita, tale Renata Michieletto, che la veniva a trovare per brevi periodi.

Giustina era sempre cordiale e accogliente, la sua casa sempre in ordine era arredata con uno stile ordinato e dignitoso. Sempre pulita. C’era tanta freddezza comunque, si percepiva che non ci vivevano altre persone con lei.

Il portoncino di ingresso era importante e il campanello di ottone lucidissimo era di quelli incassati con un pulsantino al centro. Giustina veniva spesso a trovare sua cugina e i fratelli Lucchetta. C’era armonia e collaborazione. Anche tanta riservatezza. Di lei si ricorda il fratello ALFONSO che fece fortuna nell’edilizia e lavorando all’estero si creò una ricchezza importante che gli permise di vivere come cittadino in un castello a Monte Carlo, con soldi, lussi e automobili di grossa cilindrata.  Giustina come tutti i Villanova visse fino a 88 anni, quando un tumore la colse allo stomaco. Trascorse gli ultimi anni in una stanza sul retro, cosi poteva vedere e parlare con i suoi parenti dal cortile. Alla sua morte c’erano pochi anziani a trasportare la bara e anch’io accompagnai la mia cara amica in questo viaggio. Mi sembrava impossibile che la Giustina se ne fosse andata in un flebile rantolo, quando nella sua vita era sempre stata pura energia con la sua voce forte e vibrante.  Una voce devastante che si sentiva da lontano.

La casa dove Giustina ha abitato per molti anni in solitudine, fino alla sua scomparsa.

Giustina era sempre cordiale e accogliente, la sua casa sempre in ordine era arredata con uno stile ordinato e dignitoso. Sempre pulita. Il suo campanello di ottone, brillava alla luce del sole.