Siamo diventati troppo ossessionati dalla testa; tutta la nostra educazione, l’intera civiltà è ossessionata dalla testa, poiché ha contribuito a sviluppare ogni sorta di tecnologia e adesso noi tutti ci limitiamo solo a pensare, trascurando e addirittura non utilizzando più né sentimenti, né “il Cuore”. Siamo diventati Figli di Puttana.
Cosa ci può dare il cuore? Certo, non ti può dare alcuna tecnologia strabiliante, non può aiutarti creare alcuna impresa industriale, non ti può produrre denaro. Tuttavia, può darti la felicità, può indurti a gioire e a celebrare la vita; può trasmetterti un’incredibile sensibilità per il bello, per la musica, per la poesia. Ti può guidare nel mondo dell’amore e, in ultima analisi, condurre nella dimensione del benessere e dell’estasi.
Ma tutte queste cose non sono beni di consumo, non sono comfort. Attraverso il cuore non puoi ingrossare il tuo conto in banca; né puoi combattere guerre mondiali, non puoi costruire bombe all’idrogeno, bombe atomiche; attraverso il cuore non puoi annientare popolazioni. Il cuore sa soltanto come creare, laddove la testa conosce solo il modo per distruggere. La testa è distruttiva e tutto il nostro sistema educativo è rimasto intrappolato in essa. Siamo diventati Figli di Puttana.
Le università, i college, l’intero sistema scolastico non fanno altro che distruggere l’umanità. Quella gente pensa di avere un’utilità, ma si sta solo ingannando. Se l’uomo non si equilibra, se la testa e il cuore non crescono insieme, l’essere umano rimarrà immerso nella miseria più nera e la sua infelicità continuerà ad aumentare. Via via che ci fissiamo sempre di più nella testa, man mano che diventiamo sempre più dimentichi dell’esistenza del cuore, diventiamo sempre più infelici. Non stiamo facendo altro che creare un inferno su questo nostro pianeta Terra e lo ingigantiremo ancora di più. Il paradiso appartiene al cuore. Purtroppo il cuore è stato completamente dimenticato, nessuno ne comprende più il linguaggio; noi comprendiamo la logica, la razionalità, gli interessi, la monetizzazione, non l’Amore. Comprendiamo le formule matematiche, non la musica; ci adattiamo sempre più alle vie del mondo e nessuno sembra avere il coraggio di incamminarsi lungo i sentieri ignoti del cuore, nessuno ha la forza di affrontare gli ignoti labirinti dell’Amore.
Ci siamo sintonizzati completamente con il mondo materialistico e lo spirito creativo ha perso qualsiasi vitalità. Tutto ciò che nell’essere umano è creativo è stato progressivamente ridotto alla mera produzione di merci, di beni di consumo, di comfort. Il creativo sta perdendo la sua presa sull’umanità e la produzione sta diventando lo scopo della vita intera. Anziché valorizzare la creatività, noi apprezziamo la produttività: non facciamo che parlare di come produrre di più; ma la produzione può fornire oggetti, merce, non può dare valori. Siamo diventati Figli di Puttana.
La produzione può renderti ricco esteriormente, ma ti impoverirà interiormente. La produzione non è creazione; è qualcosa di estremamente mediocre, qualsiasi stupido può produrre: è sufficiente conoscerne la meccanica. E lo spirito creativo è morto, non esiste più. L’uomo ha perso la pulsione creativa, il bisogno irrefrenabile di esprimere poesia; oppure, meglio sarebbe dire che è stato ucciso. Siamo troppo interessati ai beni di consumo, ai gadget, ad accumulare sempre più oggetti, soldi, terre e immobili: la produzione si preoccupa delle quantità, la creazione della qualità.
Dovrai richiamare in vita il cuore. Dovrai tornare a essere consapevole della natura. Dovrai tornare ad apprendere come osservare le rose e i fiori di campo. Dovrai stabilire contatti con gli alberi e le pietre e i fiumi. A breve dovrai riprendere a dialogare con le stelle e con l’Universo.
”Il cuore sa soltanto come creare, laddove la testa conosce solo il modo per distruggere.








